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L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà degli uomini

L'apostolo Paolo scrive nella Lettera ai Romani: “L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l'ingiustizia; poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, perché, pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili” (Ro. 1:8-23).

Il Profeta Isaia, molti secoli prima denuncia la stassa idolatria degli uomini: "A chi vorreste assomigliare Dio? Con quale immagine lo rappresentereste? Un artista fonde l'idolo, l'orafo lo ricopre d'oro ... " (Is. 40:18,19ss). "Che perversità è la vostra! Il vasaio sarà forse considerato al pari dell'argilla (Is. 29:15,16). L'apostolo Paolo è dello stesso avviso del Profeta "...pur avendo conosciuto Dio, non l'hanno glorificato come Dio, né l'hanno ringraziato; ma si sono dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d'intelligenza si è ottenebrato. Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti, e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell'uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili” (vv. 21-23). La corrotta mente umana, da sempre ha cercato di modellarsi un "dio" che all'ocorenza deve rispondere con la sua potenza alle esigenze degli uomini, per poi starsene tranquillo al suo posto, in attesa del prossimo intervento.

Paolo descrive in modo magistrale l'umanità corrotta di mente e di cuore, che osa definire l'Iddio Infinito, Onnipotente, Creatore dell'Univervo e tutto ciò che è in esso è contenuto, in una triade delle religioni misteriche Pagane. Definire l'Iddio Infito, Onnipotente, Creatore dell'Universo in una triade delle religioni misteriche Pagane, è un pensiero perverso, diabolico.

Il più grave peccato che l'umanità possa commettere è quello di insegnare menzogne nel nome di Cristo. La dottrina della Trinità non è di origini apostolica, non aggiuinge nulla all'Opera di Dio compiuta in Cristo Gesù. Scrive l'Apostolo: "Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture" (1Co. 15:3ss; cfr. Ga. 4:4,5; Gv. 3:16). La dottrina della Trinità affonda le sue radici nelle dispute teologiche-filosofiche che hanno allertato l'imperatore Pagano Costantino I, cui pensiero era la stabilità del suo impero. Egli ha convocato il concilio di Nicea del 325, finanziato e presieduto in qualità di Pontifex Maximus per conciliare le dispute teologiche ariane intorno alla Persona di Cristo. Le decisioni del concilio si svolsero secondo l'esigenze dell'imperatore che, mirava esclusivamente alla stabilità del suo impero. Il concilio, nella speranza di conciliare le divergenze, aggiunge all'eresia ariana, un'altra colossale ersia: la dottrina della trinità di Dio. 

I link sotto riportati descrivivono come è stata concepita la dottrina della trinità al concilio di Nicea del 325 e imposta con il mezzo coercitivo nel concilio di Costantinopoli del 381, dagli imperatori romani-Pagani. L'Iddio Onnipotente che ha Creato l'Universo, è raffigurato conl'immagine di tre uomini corruttibile. Il Dio "trinitario" Gesu Cristo è raffigurato in un montone con la testa di uomo. Il Dio "trinitario" Spirito Santo è raffigurato colomba: immagini di uomini corruttibile, di uccelli e quadrupedi, come dichiara l'apostolo Paolo in Romani 1:23.

Sono fatti documentati dalla storia del cristianesimo da coloro che seguono la tradizione dei loro "padri", uomini con la mente corrotta e ottenebrata che, hanno osato imporla con la loro tracotanza; anzichè attenersi alla Parola di Dio rivelata.

 http://it.cathopedia.org/wiki/Trinità 

http://it.cathopedia.org/wiki/Concilio_di_Nicea_I 

http://it.cathopedia.org/wiki/Spirito_Santo  

Purtroppo, l'ignoranza della storia del cristianesimo ai nostri tempi è più diffusa dell'ignoranza biblica dei tempi prima della Riforma. Molte persone che credono sinceramente, non sanno che la loro fede dipente più dalla filosofia neoplatonica Greca che dalla Parola di Dio. Nel primo secolo Dio è ancora Uno; nel III e IV secolo Dio è fatto diventare due "dii": Dio Padre e Dio Gesù Cristo; poi Dio è fatto diventare tre "dii": Dio Padre; Dio Gesù Cristo e Dio Spirito Santo e nel V secolo Maria è fatta diventare madre di Dio.

Ancora oggi molti dei cosiddetti "ministri di culto", insistono che per essere dei veri cristiani, far parte di una Comunità, ricevere incarichi di collaborazione bisogna credere alla Trinità di Dio. Come si possa comprendere una dottrina che non è biblica, ma solo ammissione di uomini con la mente ottenebra e corrotta? L'apostolo Paolo annunciava il Vangelo di Dio, ovvero Cristo crocifisso (cfr. 1Co. 15:1-4), le persone credevano al Messaggio e si convertivano al Signore, Paolo fondava e organizzzava delle Chiese insegnando la fede in Cristo: "In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria...è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio" (Ef. 1:13,14; 2:8).

Geremia, Tu di' loro: "Così parla il SIGNORE: Se uno cade non si rialza forse? Se uno si svia, non torna egli indietro? Perché dunque questo popolo di Gerusalemme si svia di uno sviamento perenne? Essi persistono nella malafede e rifiutano di convertirsi" (Gr. 8:4,5). 

In Deuteronomio leggiamo: "Siccome non vedeste nessuna figura il giorno che il SIGNORE vi parlò in Oreb dal fuoco, badate bene a voi stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna, la figura di uno degli animali della terra, la figura di un uccello che vola nei cieli..." (De. 4:15-20).

Se i figli di Dio ritornano al Vangelo annunciato dagli Apostoli di Gesù Cristo, ricosceranno che la dottrina della "Trinità", non ha niente che vedere col Vangelo di Dio, nè con la salvezza, nè con la sana dottrina, nè con qualsiese altra cosa riguardande l'Opera di Dio compiuta in Cristo Gesù, ma è solo questione filosofica-politica, concepita dai "cosiddetti padri della chiesa imbevuti dalla filosofia neoplatonica Greca.                                                                                                                                                   

Nella storia biblica due persone hanno chiesto il nome al Signore: Mosè (Es. 3:13,14) e Manoà, il padre di Sansone (Gc. 13:17,18).

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